Eboli si prepara al Commissariamento, Conte: “Ho fatto di tutto per evitarlo” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Le motivazioni dell'attuale scenario politico: accuse all'ex vicesindaco, all'ex sindaco Cariello e al Pd

Eboli. Il Comune si prepara al commissariamento. Nella conferenza stampa di ieri mattina, il sindaco Mario Conte ha preso atto della mancata approvazione del consuntivo per mancanza di numero legale e annunciato che da qui a qualche ora arriverà un primo commissario per l’approvazione del consuntivo e, successivamente, un commissario o una commissione per reggere il governo del Comune di Eboli fino alla primavera del 2027.

Le motivazioni nel dettaglio: il caso Sgritta e Cariello

Nelle prime settimane di maggio – ha spiegato Conte ripercorrendo tutto l’accaduto degli ultimi mesi – il gruppo Eboli Domani, in particolare il vicesindaco Sgritta, hanno interloquito con alcuni esponenti della politica locale e provinciale del Partito Democratico. Incontro riservati, tenuti addirittura in una farmacia, per organizzare la sfiducia alla maggioranza consiliare, a cui hanno fatto seguito incontro palesi nella sede di partito. L’assessore ha indotto il gruppo a lasciare la maggioranza e a non votare il consuntivo, promettendo addirittura l’assenso di cinque consiglieri comunali per far cadere la maggioranza. Dunque, l’ho estromesso dalla stessa, viste anche le deleghe importanti affidate a lui e al gruppo. Un’operazione orchestrata con l’ex sindaco Cariello insieme ad esponenti del PD. Ed è inaccettabile. I consiglieri comunali Moscariello, Lavroglia e Pierro non avevano nessun motivo per lasciare la maggioranza, ma hanno seguito le ambizioni del loro assessore in previsione di future candidature”.

La posizione del consigliere Ruocco

Questa crisi si apre perché viene meno la maggioranza. “Ruocco ha seguito un’indicazione del PD e ritirare l’adesione alla maggioranza. L’assessore Sgritta ha messo una lama della mia schiena. Ruocco si doveva rifiutare di affondare anche lui questa lama. Lui non era del Pd e non eletto nel Pd e non aveva nessun obbligo di seguire un’indicazione che veniva dal Pd. Un errore che non è giustificabile”.

Mancata l’intesa con la minoranza

Conte continua: “Ho fatto di tutto per salvare il consiglio comunale, senza guardare al mio interesse politico. Ho contattato la minoranza per spiegare che era necessario un voto tecnico sul consuntivo, ma potevano fare un atto di responsabilità e consentire che la consiliatura andasse fino in fondo, mettendo a disposizione cariche nella giunta ma è mancato il tredicesimo consigliere e non si è raggiunto il famoso numero per tenere la seduta comunale del 17 luglio scorso. E quindi abbiamo informato il prefetto che si è maturata la condizione per lo scioglimento del consiglio comunale”. 

Il comizio pubblico

Con l’arrivo imminente del commissario, il sindaco ha promesso di non lasciare la scena politica senza aver chiarito la propria posizione davanti alla cittadinanza, annunciando un comizio pubblico in Piazza della Repubblica.

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