Traffico illecito e interramento di rifiuti: vasta operazione dei Carabinieri del NOE. Coinvolta anche un’azienda suinicola di Roccadaspide. Titolare finito i domiciliari.
I rifiuti venivano scaricati nelle aree individuate e poi sotterrati con l’aiuto di mezzi meccanici, proprio a ridosso dell’azienda agricola e di allevamento di maiali.
L’operazione, portata avanti dalle prime ore di oggi, è condotta dai carabinieri per la Tutela dell’ambiente e della sicurezza energetica di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno. I militari hanno scoperto un’organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti da varie province della Campania e abbandonati in aree agricole. Circa 70 i carabinieri del Reparto speciale dell’Arma e dei Comandi provinciali di Napoli, Salerno e Caserta impegnati nell’esecuzione di 12 provvedimenti cautelari personali.
Indagati e imprese coinvolte
Sono finiti ai domiciliari: Giovanni Moccia di 39 anni, Salvatore Agovino, di 36 anni; Domenico Coppola, di 61 anni; Gaetano Crescenzo, di 43 anni; Giuseppe Impembo, 42 anni; Ilario Vernieri, 53 anni; Vincenzo Coppola, 49 anni; Bernardo De Prisco, 62 anni.
Obbligo di dimora disposto per: Rosario Vernieri, 24 anni; Giuseppe Figari, 46 anni; Franco Moccia, 37 anni; Bruno De Prisco, 40 anni.
Misure reali nei confronti delle società: Polimec Srl di Sarno, con legale rappresentante Giovanni Moccia; Peppotto-Fer di Villa Literno, con legale rappresentante Giuseppe Figari; Crd di Pagani, amministrata da Bernardo De Prisco.
I fatti
Al centro dell’indagine anche un’azienda agricola e suinicola nel comune di Roccadaspide, dove i militari dell’Arma hanno trovato tonnellate di rifiuti tombati, tra i quali brucavano i maiali.
L’indagine rappresenta l’esito di investigazioni condotte dai carabinieri del Noe di Napoli, iniziate nell’ottobre 2023 e protrattesi per diversi mesi, anche con l’ausilio di attività tecniche (intercettazioni telefoniche e ambientali), video riprese, pedinamenti ed acquisizioni documentali.
Secondo la ricostruzione accusatoria, condivisa, allo stato, dal gip nell’ordinanza cautelare, gli indagati avrebbero reiteratamente realizzato condotte di illecito smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non – in prevalenza scarti del trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da impianti della Provincia di Napoli e Caserta, avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire l’ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge.
Il traffico illecito di rifiuti si sarebbe realizzato seguendo tre flussi diversi: un primo, eseguito attraverso la raccolta dei rifiuti industriali presso l’isola ecologica ed il successivo conferimento nell’impianto pubblico dello Stir di Battipaglia; un secondo effettuato attraverso l’abbandono dei rifiuti in siti anche di particolare pregio naturalistico, alcuni delle quali al di fuori della Campania; un terzo, consistito nell’interramento dei rifiuti in Roccadaspide presso in area di pertinenza di una locale azienda suinicola, con conseguente, imponente deturpamento e danneggiamento delle aree interessate.
Le condotte sarebbero state attuate anche grazie alla fittizia classificazione dei rifiuti da parte degli impianti di produzione, con redazione di falsa documentazione indicante operazioni di trasporto e conferimento mai effettuate e false fatturazioni al fine di giustificare il trasporto ed il successivo illecito abbandono degli scarti industriali in siti abusivi. Contestualmente è stata data esecuzione al sequestro disposto dal Gip con la medesima ordinanza avente ad oggetto due impianti coinvolti nel flusso di illecito smaltimento, otto automezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti e la complessiva somma di circa 530.000 euro, profitto dei reati di traffico organizzato e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
L’applicazione della misura cautelare, giunta dopo i previsti interrogatori preventivi disposti dal Giudice per le indagini preliminari per gli indagati, autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili, è finalizzata ad impedire la commissione di ulteriori reati della stessa specie. Il provvedimento cautelare oggi eseguito non comporta alcun giudizio di responsabilità definitivo, essendo sottoposto al vaglio dei giudici competenti nelle fasi ulteriori del procedimento penale e comunque è impugnabile dinanzi al Tribunale del Riesame.































