Sant’Angelo a Fasanella. L’amministrazione comunale ha aperto le porte degli spazi pubblici per destinarli a postazioni di coworking gratuite a disposizione di cittadini, professionisti e nomadi digitali.
Una strategia innovativa quella attuata dal sindaco Bruno Tierno, che punta a combattere il fenomeno dello spopolamento nelle aree interne e attrarre nuove forme di residenzialità, trasformando il borgo in una meta ideale per il lavoro agile e la blue economy.
Un progetto pilota per il rilancio
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la connessione internet ad alta velocità e la flessibilità lavorativa possano rappresentare una leva fondamentale per il ripopolamento dei piccoli centri. Già in via sperimentale, il Comune ha attivato un primo spazio di coworking presso locali di proprietà pubblica, dotato di postazioni di lavoro e connettività rapida. I risultati preliminari sono incoraggianti: l’iniziativa ha già suscitato interesse non solo tra i residenti, ma anche tra diversi cittadini originari del territorio che, vivendo in altre città, hanno scelto di tornare temporaneamente a Sant’Angelo a Fasanella proprio per coniugare l’attività professionale con la qualità della vita offerta dal borgo.
Avviso pubblico in arrivo
La giunta ha ora fornito direttive chiare all’Area Amministrativa per dare continuità al progetto. Nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso pubblico finalizzato a raccogliere le manifestazioni di interesse da parte degli utenti interessati a usufruire degli spazi. L’utilizzo delle postazioni avverrà, in questa fase sperimentale, a titolo completamente gratuito, con criteri di accesso che garantiranno ordine e priorità in caso di alta richiesta.
Non solo lavoro, ma servizi per le famiglie
Il progetto dell’amministrazione Tierno non si ferma alla sola scrivania. La visione strategica è quella di creare un modello di sviluppo capace di generare ricadute positive sull’intero tessuto economico e sociale locale. In prospettiva, il Comune sta già lavorando per l’ampliamento del servizio: l’obiettivo è individuare ulteriori immobili da destinare al coworking e, soprattutto, attivare servizi complementari pensati per supportare le famiglie, con un occhio di riguardo ai periodi estivi, quando la presenza di lavoratori da remoto nel borgo tende a intensificarsi.
Con questo provvedimento, Sant’Angelo a Fasanella si candida a diventare un punto di riferimento nell’Alto Cilento per la transizione digitale e per quel “ritorno alle origini” che passa necessariamente attraverso la modernizzazione dei servizi e la riscoperta della vivibilità dei piccoli centri.































