Vallo della Lucania. Il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni potenzia la squadra operativa dedicata alla gestione faunistica. È stata infatti disposta l’attivazione di 50 nuovi selecontrollori degli ungulati, figure cruciali per l’attuazione dei piani di prelievo selettivo previsti dal regolamento interno.
Il percorso di selezione
La decisione segue l’esito del bando di concorso indetto nel 2024 per la costituzione di una graduatoria di abilitati, formati secondo le direttive Ispra. Dopo l’avvio dei primi 299 operatori, il Parco ha provveduto a scorrere la graduatoria generale definitiva per coprire le posizioni dalla 300 alla 349.
Prima di procedere all’attivazione, l’ufficio preposto ha condotto un’accurata istruttoria, richiedendo i certificati del casellario giudiziale per tutti i candidati interessati. Tale verifica è risultata indispensabile per accertare l’assenza di condanne penali o carichi pendenti legati all’esercizio dell’attività venatoria, garantendo così l’idoneità morale e professionale dei nuovi operatori.
Turnover e gestione faunistica
La necessità di nuove attivazioni nasce anche da un’opera di riordino dell’elenco ufficiale. Recentemente, l’Ente ha provveduto alla cancellazione di quei selecontrollori che, nel biennio 2025-2026, non hanno fatto registrare alcuna attività sul campo. Questo turnover permette di mantenere attivo un corpo di volontari ed esperti realmente impegnati nelle operazioni di controllo, essenziali per mitigare gli impatti della proliferazione dei cinghiali sul territorio.
Il ruolo dei selecontrollori
I selecontrollori operano sotto la stretta supervisione dell’Ente Parco e nel pieno rispetto del “Disciplinare per il prelievo selettivo del cinghiale”. Il loro compito principale è quello di intervenire per riequilibrare la presenza della specie, garantendo la sicurezza delle colture agricole e, più in generale, degli equilibri dell’ecosistema protetto.
L’elenco completo dei 50 nuovi selecontrollori abilitati è stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente Parco, che prosegue così nel suo impegno per una gestione scientifica e partecipata del patrimonio faunistico.































