Albanella. Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento giudiziario legato al fallimento di un caseificio, di una società di Albanella, che aveva lasciato un buco di sette milioni di euro.
Il Tribunale di Salerno ha infatti assolto tutti i componenti del consiglio di amministrazione della società “Aminea Otto srl”, con sede ad Albanella, imputati a vario titolo per bancarotta e false comunicazioni. La decisione è arrivata dal collegio giudicante composto dai magistrati Domenico Deograzia, Viviana Centola e Giuseppe Bosone, che hanno escluso responsabilità penali a carico degli imputati.
La vicenda giudiziaria
In particolare, Amerigo Marino è stato assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”, mentre per gli altri componenti del CdA la sentenza ha stabilito che “il fatto non costituisce reato”. Nel dettaglio, oltre a Marino, all’epoca presidente del consiglio di amministrazione, erano finiti sotto accusa Oscar Michele Cafarelli (vicepresidente), Emilio Erra, Benedetto Ligusso e Fioravante De Vivo, membri del CdA della società. Secondo l’impostazione accusatoria, gli amministratori avrebbero contribuito al dissesto della società attraverso la presentazione di bilanci e attestazioni ritenute non veritiere sulla reale solidità patrimoniale dell’azienda, inducendo in errore creditori e istituti bancari che avevano concesso finanziamenti. Le contestazioni riguardavano in particolare la fase compresa tra il 2008 e il 2009, periodo in cui la società aveva acquisito il caseificio “La Nuova Contadina”. Il dissesto economico sarebbe poi culminato nel fallimento dichiarato nel 2012, con una passività complessiva quantificata in circa sette milioni di euro dal curatore fallimentare. A fronte di tale ricostruzione, la pubblica accusa aveva chiesto condanne a 4 anni e 6 mesi di reclusione per gli imputati.
Nessuna condotta penalmente rilevante
La difesa, rappresentata dagli avvocati Tullio Toriello, Federico Conte, Michele Tedesco, Marco Martello e Francesco D’Onofrio, ha invece sostenuto l’assenza di condotte penalmente rilevanti, evidenziando la mancanza di dolo e la complessità della gestione societaria nel periodo contestato. Il tribunale ha accolto questa impostazione, escludendo responsabilità penali a carico degli imputati e pronunciando l’assoluzione. La sentenza è stata emessa il 22 giugno, le motivazioni tra 90 giorni.
(La Città)































