[VIDEO] Albanella, cadavere mummificato: una tomba per l’uomo senza nome Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Dell'uomo non si è mai risaliti all'identità: oggi la conclusione di questa vicenda iniziata due anni fa

Albanella. Una fine tragica e un’identità rimasta avvolta nel mistero, ma che oggi trova almeno il conforto di una sepoltura dignitosa. Il Comune, guidato dal sindaco Renato Iosca, ha deciso di farsi carico della memoria dell’uomo di nazionalità indiana la cui salma fu rinvenuta mummificata due anni fa, garantendo un segno di pietà e civiltà sulla sua tomba.

Il tragico ritrovamento e il mistero dell’identità

La drammatica vicenda ha avuto inizio il 16 febbraio 2024, quando un cadavere è stato rinvenuto in località Vuccolo Cappasanta, nel territorio di Albanella. Il corpo si trovava in una zona impervia e difficilmente raggiungibile. A lanciare l’allarme era stato un residente, proprietario di un terreno nelle vicinanze del luogo del ritrovamento. Il corpo, in avanzato stato di mummificazione, presentava un cappio stretto attorno al collo. Un particolare, questo, che fin da subito aveva acceso l’attenzione degli investigatori.

Nonostante le indagini, le autorità non sono mai riuscite a dare un nome e un cognome a quell’uomo, di cui è stato possibile accertare unicamente l’origine indiana. All’epoca del ritrovamento, infatti, le condizioni del corpo resero complessa persino l’attribuzione certa del sesso. I primi accertamenti lasciarono ipotizzare che si trattasse di un uomo, ma senza elementi sufficienti, sopraggiunti solo in seguito, per una conferma definitiva.

Un gesto di civiltà: la lapide in marmo

Lo scorso maggio, l’ente guidato dal sindaco Renato Iosca aveva già autorizzato e organizzato il trasferimento della salma dall’ospedale di Battipaglia al cimitero di Albanella. Oggi, l’amministrazione comunale ha compiuto l’ultimo passo per chiudere questa dolorosa pagina. Constatando la necessità morale e umana di apporre un segno che indicasse la sepoltura dell’ignoto, il Comune ha approvato l’acquisto di un marcatore per la tomba.

La tomba sarà sormontata da una lastra in marmo di Trani dello spessore di 3 centimetri. Il marmo sarà sagomato a forma di croce e rimarrà privo di indicazioni anagrafiche, nel rispetto dello status di “ignoto”. La spesa prevista dall’ente comunale è pari a 463,60 euro.

Le ipotesi investigative

Tra le piste seguite dagli inquirenti vi era anche quella che il cadavere potesse appartenere a uno straniero di origine indiana, forse collegabile a una delle persone scomparse nei mesi precedenti nella Piana del Sele. Un’ipotesi mai ufficialmente confermata, che nel tempo non ha trovato riscontri certi.

La scena era compatibile con quella di un presunto suicidio: il corpo mummificato, la cui morte venne retrodatata di circa sei mesi, penzolava da una pianta nel terreno incolto e abbandonato. Gli inquirenti, all’epoca, non esclusero alcuna pista, neppure quella di una finta scena del crimine ricreata ad hoc per depistare le indagini.

Un giallo rimasto in sospeso

Tra le piste battute prese piede quella che potesse trattarsi di uno straniero di origine indiana scomparso nei mesi precedenti al ritrovamento. L’origine venne ricostruita tramite i resti di vestiario che era stato possibile analizzare, in particolare un turbante sikh, il tipico turbante indiano simbolo di fede, credo e devozione.

Dopo un primo esame sul luogo del rinvenimento, da parte del medico legale, il corpo venne trasferito all’ospedale di Battipaglia per l’esame autoptico. Il caso venne successivamente archiviato come suicidio, ma la mancanza di elementi certi e definitivi non ha mai consentito di chiudere il cerchio sull’identità dell’uomo né sulla ricostruzione ufficiale dell’accaduto.

A distanza di quasi due anni, dunque, nessuna risposta definitiva e ancora tanti interrogativi per uno dei gialli irrisolti del comprensorio destinato, probabilmente, a rimanere tale. Almeno, però, la salma avrà una degna sepoltura in segno di rispetto per una vita umana tragicamente spezzata.

Guarda il servizio video di Voce di Strada all’epoca del rinvenimento

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