Stio. Il Tribunale amministrativo regionale per la Campania – Sezione staccata di Salerno ha accolto il ricorso presentato dalla società Zefiro Net s.r.l., annullando il provvedimento del 31 dicembre 2025 con cui il Comune di Stio aveva sospeso i lavori per l’implementazione della tecnologia 5G su una stazione radio base esistente in località Fiera.
La vicenda
La società Zefiro Net aveva presentato, nell’ottobre 2025, un’istanza per l’ampliamento di una stazione radio base per telefonia mobile, ottenendo già in novembre il parere favorevole dell’Arpac. Nonostante ciò, il Comune di Stio aveva emesso un provvedimento di sospensione del procedimento, richiedendo all’azienda una lunga serie di documenti aggiuntivi: il versamento di 200 euro per diritti di istruttoria, copia del titolo abilitativo originale dell’impianto esistente, pareri edilizi e attestazioni paesaggistiche e ulteriori pareri tecnici e chiarimenti sulle lavorazioni.
L’ente aveva inoltre precisato che, fino alla presentazione di tale documentazione, il procedimento sarebbe rimasto “sospeso ad ogni effetto di legge”.
La decisione del Tar
Secondo i giudici, il provvedimento del Comune è risultato illegittimo per diverse ragioni sostanziali. Innanzitutto, l’atto comunale è stato adottato ben oltre i 67 giorni dalla presentazione dell’istanza, in violazione dei termini perentori previsti dalla normativa vigente.
La legge di semplificazione, poi, prevede di allegare unicamente di un’autocertificazione descrittiva degli interventi. Il Comune non avrebbe quindi potuto richiedere documenti ulteriori, molti dei quali già in possesso dell’Ente o acquisibili d’ufficio.
Il Tar ha anche escluso che l’azienda dovesse provvedere al versamento di 200 euro richiesto dal Comune a titolo di diritti di istruttoria.
Il Tribunale ha sottolineato come la normativa in materia di infrastrutture di telecomunicazione, in linea con gli obiettivi del PNRR, miri espressamente a “escludere qualsiasi forma di aggravio procedimentale“. La richiesta di documenti inutili da parte del Comune è stata dunque giudicata contraria allo spirito di semplificazione e accelerazione richiesto dalla legge. L’annullamento del provvedimento consente ora a Zefiro Net di procedere con l’implementazione tecnologica 5G sul sito come previsto, mentre le spese di lite tra le parti sono state compensate dal Tribunale.































