Agropoli. Terreni destinati alla costruzione della parrocchia della Madonna del Carmine: ok a transazione proposta dagli eredi Caporale.
LA VICENDA HA INIZIO NEL 2013
La vicenda ha inizio nel 2013 quando gli eredi presentarono ricorso nei confronti del Comune, della Parrocchia della Madonna del Carmine di Agropoli e della Diocesi di Vallo della Lucania al Tar.
Nel ricorso si chiedeva l’annullamento del decreto definitivo di esproprio e della deliberazione del Consiglio Comunale di Agropoli 33 del 27 giugno 2011. Nel mezzo anche un procedimento per delle presunte firme false. Il Tar con ordinanza non definitiva del 9 maggio 2017, pubblicata in data 8 giugno 2017, prendeva atto della proposizione della querela di falso civile dinanzi al giudice ordinario e disponeva diversi rinvii del giudizio amministrativo. Il procedimento è andato avanti davanti al tribunale di Vallo della Lucania. L
Lo scorso novembre per la risoluzione del contenzioso gli eredi hanno presentato una proposta a ” transigere ogni rapporto di dare e avere con il Comune di Agropoli, nonché tutti i rapporti riferiti ai titoli giudiziari ad oggi pendenti con il pagamento a saldo e stralcio da parte del Comune di Agropoli ed in favore dei proponenti, della somma omnicomprensiva di 60.649,10 euro, come da Ordinanza decisoria n. 5011/2018 del 5 giugno 2018 del Corte di Appello di Salerno”.
L’ufficio tecnico ha avanzato una controproposta eliminando il limite temporale dei tre mesi per corrispondere le somme eventualmente spettanti alla Diocesi di Vallo della Lucania; o condizionando il pagamento di 38.395,00 entro 7 giorni dalla sottoscrizione di una scrittura tra le parti in cui verrà trasfusa l’intesa raggiunta; ribadendo che, oltre alla rinunzia agli atti ed alle azioni proposte, resta inteso che gli eredi non hanno più nulla a vantare o a pretendere in relazione alla proprietà dei beni oggetto dell’impugnato decreto di esproprio, che pertanto ad ogni effetto viene riconosciuta come definitivamente passata in capo al Comune di Agropoli in forza della procedura espropriativa a suo tempo perfezionatasi”.
Le modifiche sono state accettate dagli eredi e la vertenza sarà dunque chiusa.































